So che nessuno ci avrebbe veramente scommesso un soldo,
che dagli occhi certi preconcetti nei miei confronti, non se li toglierá
- e finché non ce ne sará bisogno, nemmeno io mi metteró a togliermi dei pesi-
e che dopo anni un giorno in più o in meno con me, non fa la differenza,
ma non importa.
Ho vinto una gara. Sí, ne ho vinta una sola,
purtroppo per troppo tempo non ho potuto esercitarmi per diventare un fenomeno ginnico,
ma sono orgogliosa. Sono orgogliosa di me,
che di lottare non smetteró e con cui é più difficile vivere, ogni giorno per un motivo diverso,
che sarebbe più facile attribuire a cose che non dipendono da noi.
Invece no,
é ora di ammazzarla questa vacca: tutto quello che ho fatto e faccio, é opera mia,
anche se a volte non é frutto attivo della mia coscienza.
E quella telefonata di stamattina per alcuni ha significato che sono di nuovo un puntino nel mare, dispersa e destinata alla deriva...
Per me ha significato un: signora capitano, ecco la sua nave,
ci dica la rotta, la direzione, qual é la decisione.